sabato 7 settembre 2013

Chiesa della "Madonna degli Angeli" a Vigevano



Domenica 1 settembre è ripresa presso la nostra Chiesa della Madonna degli Angeli la celebrazione della Santa Messa domenicale alle ore 9,15. Dopo la chiusura per i due mesi estivi di luglio e agosto, si ritorna a vivere con la partecipazione della piccola comunità che si ritrova per rinnovare il Sacrificio Eucaristico grazie alla presenza officiante di un sacerdote del vicino convento dei Frati Cappuccini. E’ una grazia che permette ancora di tenere in vita questa Chiesa.
Italia Mappe/chiese e luoghi religiosi
Perché, diciamocelo francamente, una Chiesa senza una presenza liturgica significativa, ben che vada, si ritrova ad essere considerata un interessante museo, o peggio, trasformata in una accogliente sala pubblica polivalente, se non abbattuta per mere esigenze urbanistiche.
Queste considerazioni le meditavo, sollecitato da una veloce lettura di un articolo su quanto sta avvenendo in Francia: circa 2800 chiese rischiano di essere abbattute o vendute a causa del loro scarso utilizzo. E’ il frutto del secolarismo, è la sempre più bassa percentuale di francesi che praticano e frequentano la Santa Messa, è la diminuzione delle vocazioni sacerdotali, sta di fatto che si smantella, senza colpo ferire, una storia e una cultura di un popolo che si perde nelle melme di una società post-cristiana, una società che proprio non ha più nulla da dire e da costruire. 
Sentivo a Radio Maria che questa situazione la si sta vivendo, se non peggio, anche in Olanda, dove la Chiesa Cattolica è ormai ridotta al lumicino, frutto di quell’anelito post Concilio di una Chiesa olandese posta sul più spregiudicato progressismo, in ottemperanza alle direttive dei Vescovi di allora, di cui ora, desolatamente, si fa il raccolto: di quella Chiesa locale non rimane forse neppure un “piccolo resto”.
Perciò, domenica scorsa, mi sono immerso in una preghiera di ringraziamento per il dono di questa nostra Chiesa della Madonna degli Angeli che ci permette di capire che se siamo cristiani lo dobbiamo a chi ci ha preceduto nella testimonianza della fede, lasciandoci anche in eredità la cura  e l’amore per le cose terrene, come la nostra Chiesa, per essere rivolti, così, alle cose di lassù.
Chiesa Madonna degli Angeli e a fianco il Centro di Aiuto alla Vita
E mi sono pure permesso una preghiera di supplica affinché i partecipanti alla celebrazione della Santa Messa non venissero mai meno a questo appuntamento, quale impegno di nostra testimonianza per quanto questa Chiesa rappresenta nella nostra città, essendo una delle più antiche e una dei più preziosi gioielli da custodire. E in cuor mio augurandomi pure che altri possano aggiungersi: bisogna alzarsi solo un po’ più presto del solito, ma un piccolo sacrificio non guasta mai. E poi…non siamo francesi.
Gaetano Mercorillo

1 commento:

  1. Francesco Falzoni9 settembre 2013 15:48

    Cesare Marchi, nel suo libro "Grandi Peccatori Grandi Cattedrali" scrive che gli uomini del medioevo costruivano le chiese grazie alla loro straordinaria capacità "di pensare e agire coralmente, di abbandonarsi a un'astrazione. Era il senso della trascendenza che strappava l'individuo alla sua condizione particolare, ai suoi affetti, affari, abitudini, conte o mercante, vegliardo o ragazzo, cittadino o servo della gleba, per spingerlo verso un ideale assoluto..."
    Sempre nello stesso testo è riportato un passo di Heinrich Heine, che durante un viaggio in Italia scrive : "Non sapevo se ammirare più la bellezza del paesaggio, la grandiosità delle chiese antiche o la fede non meno grande, salda come roccia, di quelli che le costruirono. Pur immaginando che solo a tardi nipoti sarebbe stato concesso di portare a termine la santa impresa, essi posarono tranquillamente la prima pietra, misero mattone su mattone finché la morte li strappò al lavoro e altri ne continuarono l'opera, finendo a loro volta in pace; tutti fermamente convinti dell'eternità della religione cattolica e della continuità del loro pensiero nel succedersi delle generazioni, che avrebbero ripreso a costruire laddove i predecessori si erano fermati. Era la fede del tempo e gli antichi costruttori vissero e si addormentarono in essa. Riposano ora, davanti alle porte delle loro chiese, e c'è da augurarsi che dormano sodo; e il riso dei tempi moderni non li svegli".
    Mi sembra che i due pensieri sopra riportati ci diano una chiave di lettura del perché oggi le chiese, invece di essere edificate vengono abbattute per far largo a palazzine o magari a supermercati...
    L'uomo di oggi è ancora capace di abbandonarsi all'idea dell'assoluto o è totalmente perso nel contingente? E' ancora capace di trasmettere la fede perlomeno ai propri figli?
    Un caloroso incoraggiamento a chi con la sua opera costante ed instancabile non rende vana la fatica dei nostri padri che ci hanno lasciato le chiese come testimonianze di fede.
    Francesco Falzoni.

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