Ringraziamenti e considerazioni





XXXVII ma GIORNATA PER LA VITA  - 1° Febbraio 2015
Desidero ringraziare tutte le realtà che si sono messe a disposizione e si sono impegnate perché la Giornata per la Vita del 1° febbraio fosse realmente un punto di partenza, un momento
di approfondimento sul tema della Vita, primo e irrinunciabile valore, unico e irripetibile.
Il ringraziamento va’ alle parrocchie, alle chiese, ai santuari della nostra Diocesi  in cui si è parlato di Vita; va’ alle associazioni che ci hanno affiancato e sostenuto, alla Pastorale Giovanile che ci ha ospitato, alla Pastorale delle Vocazioni, all’ufficio diocesano per la Pastorale famigliare che ci ha sostenuto e ospitato nel Santuario di Pompei e della famiglia, per la veglia diocesana per la vita. Un vivo grazie a sua eccellenza Monsignor Vescovo per la sua presenza e per la sua parola.
La preparazione della giornata per la vita ha visto due momenti significativi; il primo presso l’Istituto Negrone, la sera del 24 gennaio insieme ai giovani degli oratori cittadini; giovani che riuniti per il “Sabatado”,  loro appuntamento mensile, hanno avuto la possibilità, attraverso la lettura di alcuni passaggi del messaggio dei vescovi italiani per la Giornata per la Vita dal titolo “Solidali per la Vita”, di riflettere sul significato e sul senso e sull’importanza della vita nella nostra cultura sia come valore irrinunciabile, sia come impegno fattivo attraverso l’aiuto concreto e l’atteggiamento di misericordia e
di “cammino insieme”che sempre lo accompagna.
Due le testimonianze che il Centro di Aiuto alla Vita ha preparato per la serata, testimonianze vere e reali  perché vissute da persone che il Centro, attraverso la presenza presso l’ospedale Civile di Vigevano e l’Asilo Vittoria di Mortara,  segue e sta seguendo; testimonianze che per i ragazzi e i giovani presenti hanno significato e sono state forse il primo contatto con il mondo del volontariato, dell’impegno e della disponibilità personale.
La prima è il racconto partecipato e sofferto di una signora del Marocco che , arrivata in Ospedale per le procedure di aborto, si è sentita sostenuta e accompagnata nel cammino verso la nascita del suo bambino, la seconda è il racconto di una signora che, costretta dal marito a fissare la data dell’aborto, è riuscita con l’aiuto e il sostegno dei volontari, a capire  la bellezza del dono della maternità che ha poi portato alla pacificazione familiare.
Una terza testimonianza, preparata e offerta dagli amici del Centro di Aiuto alla Vita di Casale Monferrato, è stata incentrata dapprima sul lungo cammino di conversione, per arrivare successivamente alla pacificazione interiore della mamma verso il suo bambino, quel bambino che lei a suo tempo aveva rifiutato, giungendo anche a dargli un nome, Luca, e a sentirlo sempre vicino come figlio e come protettore.
Il secondo momento vissuto in preparazione alla giornata per la vita del 1° febbraio, si è svolto presso il Santuario della Madonna di Pompei e Santuario della Famiglia, la sera del 31 gennaio con la Veglia per la vita, con adorazione eucaristica e la recita del rosario meditato con riflessioni tratte dal messaggio dei Vescovi italiani per la 37ma giornata della vita.
A guidare la Veglia Monsignor Gusmitta alla presenza di Monsignor Vescovo.
Nel suo intervento Mons. Vescovo ha richiamato dapprima il dramma di ogni vita umana; a questo proposito voglio evidenziare l’ideologia attuale, che a partire dalla Conferenza del Cairo del 1994, porta stragi di vite umane
e un violento attacco alla famiglia cuore della vita, perché ritengo che sia un problema che interpella tutti ma in particolar modo le tre agenzie educative quali la famiglia, la scuola e la chiesa stessa.
In secondo luogo sua Eccellenza ha definito la vita come frutto di una relazione sempre, che vede nell’uomo e nella donna che si relazionano e si amano, il punto focale per lo sbocciare della vita e per la costruzione della famiglia.
A questo riguardo desidero proporre una piccola riflessione, suggeritami da un’indagine fatta su giovani praticanti nella fascia di età 15/25 anni della provincia di Novara e commissionata dall’Associazione Difendere la vita con Maria”.
“Mentre le società tradizionali possedevano uno stile di vita, le società moderne possiedono gli stili di vita: si preferiscono “valori” che insistono sull’autonomia dell’individuo, sull’auto-realizzazione, piuttosto che i valori  che implicano sottomissione e delega ad altri (genitori, insegnanti,educatori) per le proprie scelte’’.
Per portare un esempio, alla domanda “prima di sposarsi è meglio fare una prova di convivenza?” il 50,8 % risponde positivamente, così come il 33,4 % risponde positivamente alla domanda “se ti capitasse di rimanere incinta senza volerlo, abortiresti?”.
Occorre veramente molta preghiera perché la cultura della vita riprenda e permei nuovamente la nostra società o almeno il nostro agire e il nostro impegno di cristiani, così che la Vita viva.

Riccardo Cervio









"Veglia diocesana per la vita"                          "Solidali per la Vita"
                  31 gennaio 2015                                                       1° Febbraio 2015  
        Santuario di Pompei - Vigevano                                   37° Giornata nazionale per la vita


E' ormai imminente la Giornata per la Vita, che giunge alla sua 37° edizione. Il tradizionale Messaggio dei vescovi italiani ci ricorda che la scelta di solidarietà per la Vita e la fantasia dell'amore ci possono aprire ad un nuovo umanesimo.
Due sono i gesti che nella nostra diocesi caratterizzano la giornata: la Veglia per la Vita  che sarà proposta il sabato 31 gennaio presso il Santuario della Madonna di Pompei e Santuario della Famiglia, alle ore 21,00. La Veglia per la Vita è una celebrazione diocesana ed è perciò importante la partecipazione perchè caratterizza il nostro essere cristiani, così che il valore della vita sia sempre più affermato e proposto nella società attuale; il secondo gesto che richiama la giornata è l'offerta delle primule, offerte in vari punti del territorio e soprattutto al termine delle sante Messe nelle chiese, primule che simboleggiano l'inizio della vita.
Proponiamo l'articolo che il vicepresidente del Centro di Aiuto alla Vita Lomellino ha scritto e che ci invita, scuotendoci, a fare qualche considerazione personale approfondita, partendo da un messaggio del 1999 dato da Maria a Medjugorie.
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In un messaggio speciale del 2 febbraio 1999 la Madonna di Medjugorie disse:”Milioni di bambini continuano a morire a causa dell’aborto! La strage degli innocenti non è avvenuta solo dopo la nascita di mio figlio. Si ripete ancora oggi, ogni giorno”.
E il 1° febbraio 2015 noi celebriamo ancora la “giornata per la Vita”; è la trentasettesima volta da quando anche in Italia con la legge 194 si giustifica, si incoraggia questa strage.
Quest’anno viene celebrata con un messaggio dei Vescovi italiani titolato “Solidali per la vita”. Niente di travolgente, se ci addentriamo nella lettura dello stesso: sembra di leggere un ritornello, sempre lo stesso, soft, che non disturba, che non inquieta. Cosa vuol dire, tanto per intenderci, solidali per la vita? Chi non lo è? Con chi dovremmo poi essere solidali? Pare di capire con chi è piccolo, anziano, emigrante, ammalato, sfruttato, abbandonato. Ma chi non è solidale con quanti soffrono di emarginazione o che sono comunque in difficoltà? Il problema è come essere solidali con le oltre centomila vittime dell’aborto legale in Italia. 
Questi piccoli vengono uccisi e della nostra solidarietà non se ne fanno niente. E’ come se esprimessimo solidarietà agli uccisi dagli estremismi vari e poi li lasciassimo continuare senza porre freno a quei massacri, che infatti continuano, producendo, fra l’altro, paurose ondate di profughi, di altra miseria e di altre ingiustizie.
Cadono le braccia allora. Perché non si può urlare che non si deve uccidere il più piccolo dei nostri fratelli, che dobbiamo tutelarne la vita nel grembo materno con una legge di giustizia che sancisca la verità sull’uomo? Perché dobbiamo restare sul generico, impegnando risorse, poche fra l’altro, ed energie per aiutare qualche madre a superare le traversie del ricorso all’aborto, senza continuare a dire la verità sulla vita? L’aborto è un orrendo, abominevole delitto e viene condannato con la scomunica. Perché non si torna a ricordarlo soprattutto a coloro che s’impegnano in politica, in particolar modo a coloro che si dichiarano cattolici praticanti e militano poi in partiti che hanno nei loro programmi il mantenimento di una legge abortista e altri progetti contro la famiglia? Non è politicamente corretto? Disturba la coscienza di qualcuno in confessionale o di qualche cattolico per la “scelta” o di qualche associazione di ispirazione cristiana appiattita, purtroppo, su posizioni “Onulistiche”?
Bisogna lottare, sappiamo di essere in pochi, non importa. Se non denunciamo con “fermezza e amore”, sempre, senza se e senza ma, la nostra solidarietà non servirà più a nessuno perché il mondo che permette tutto ciò è un mondo destinato alla rovina. La storia insegna e anche quella recente. Non dobbiamo per forza fare i profeti di sventura, ma la crisi mondiale che si sta vivendo è foriera di un anticipo di quanto ci aspetta nel prossimo decennio se non si corre ai ripari. Se non si ritorna a dire la verità sull’uomo e sul suo diritto inalienabile alla vita, se non si ripensano nuove e incisive strategie e battaglie d’ingerenza umanitaria per la vita nascente di oggi, stiamo certi che  non solo non possiamo essere solidali con i bambini che oggi non vedranno la luce della nascita, ma non  potremo esserlo neppure con quelli di domani.

Gaetano Mercorillo
 
28 Dicembre 2014

Benedizione "Urbi et Orbi "
di Papa Francesco nel giorno di Natale

........Gesù Bambino. Il mio pensiero va a tutti i bambini oggi uccisi e maltrattati, sia a quelli che lo sono prima di vedere la luce, privati dell’amore generoso dei loro genitori e seppelliti nell’egoismo di una cultura che non ama la vita; sia a quei bambini sfollati a motivo delle guerre e delle persecuzioni, abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice; e ai bambini massacrati sotto i  bombardamenti, anche là dove il figlio di Dio è nato.
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/urbi/documents/papa-francesco_20141225_urbi-et-orbi-natale.html





 Per pregare insieme per la vita
 ti ricordiamo il terzo appuntamento 
 dei "Nove mesi per la vita"
 durante i quali si prega perchè la vita ... viva.


 Domenica 28 Dicembre 2014
alle ore 16
 presso la Chiesa della Madonna degli Angeli
 in via Madonna degli Angeli, 34
 a Vigevano.