IVa Domenica T.O. - Anno A
BEATI I DEBOLI
Cercate il
Signore voi tutti, poveri della terra.
La prima domenica di
febbraio, ogni anno, è dedicata alla “Giornata per la Vita”, iniziativa della
Conferenza Episcopale Italiana. Si è giunti alla 48a edizione, il cui tema
quest’anno è “Prima i bambini.” Ai bambini, si dovrebbe il massimo
dell’attenzione da parte di ogni comunità, di ogni società civile; le cose non
stanno così. E’ un grosso errore, perché se hai dispiaceri, lo scrive Francois-René
de Chateaubriand, fissa lo sguardo su un bambino che dorme: imparerai qualcosa
da quell’innocenza e ti sentirai completamente sollevato. E’ vero! L’altro
giorno guidavo un Rosario per un defunto e davanti a me c’era un papà con in
braccio con un bambino. Quel piccolo per un po’ ha resistito in silenzio,
guardandosi attorno, poi ha chinato il capo appoggiandolo sul petto del papà. Era
impossibile non incantarsi, guardandolo in quell’affidarsi. Anche la preghiera
a suffragio assunse un altro ritmo. Questa immagine, viva nella memoria, e la
Parola di questa domenica, aiuta ad approfondire il significato di questa
“Giornata per la Vita”.
Innanzitutto,
con lo stare davanti al Signore, cercandolo, come suggerisce il profeta: “…cercate
il Signore voi tutti, poveri della terra che eseguite i suoi ordini, cercate la
giustizia, cercate l’umiltà.” (dal Libro del profeta Sofonia.
Chi davvero desidera seguire il Signore, desidera
attenersi alla sua Legge, e deve agire sempre con umiltà, seppure con una
decisa ricerca della giustizia in tutto l’arco della sua vita. Non ci sono
scusanti e, qualora ottenesse pure qualche buon risultato, non si vanti di
avere compiuto opere meravigliose.
Purtroppo, sul fronte della difesa della vita, almeno
qui in Italia, c’è poco da rallegrarsi. Sono passati quasi 48 anni da quando è
stato legalizzato l’aborto e tutt’ora provare a mettere in discussione quella
legge è tabù.
Sappiamo che il bene, per ottenere cittadinanza,
ha bisogno di tempi lunghi. La storia, dall’avvento del cristianesimo, lo
dimostra. C’è stato bisogno di testimoni credibili, di uomini di Dio capaci di annunciare
la Buona Notizia del Vangelo di Gesù Cristo, di martiri capaci di versare il
loro sangue per il nome di Gesù, perché sapevano che: “…il Signore rimane
fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati.”
(dal Salmo 145)
Ci sfama con la sua Parola, con l’accettazione
della Croce, con la Grazia della salvezza nello Spirito Santo, nonostante la pochezza
del nostro corrispondere, la debolezza del nostro agire, l’indifferenza dei
più. Eppure: “…quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per
confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per
confondere i forti.” (dalla prima Lettera di San Paolo ai Corinti)
Proviamo, allora, a riprendere il tema della
Giornata: “Prima i bambini”, giusto per renderci conto chi sono i deboli.
Sono cuccioli d’uomo, i bambini che hanno
bisogno di tutta la cura, la protezione, il sostentamento, necessari per la
crescita, per diventare adulto, per vivere la vita in pienezza.
Sono deboli i bambini, quelli nati, come pure
quelli mai nati. Sono, soprattutto, quest’ultimi che confondono il mondo, i
forti, perché anche loro hanno i loro angeli che nei cieli vedono sempre la
faccia del Padre mio che è nei cieli (Mt 18,10)
E se altri deboli, come quelli che si spendono
per la difesa della vita vengono, a loro volta, oppressi e sistematicamente
offesi, oltraggiati, sappiano che le beatitudini sono per loro: “…beati i
perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi
quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di
male contro di voi per causa mia.” (dal Vangelo secondo Matteo)
In sostanza, beati i deboli.
Soprattutto se l’umiltà sarà compagna della
loro esistenza.
Le promesse del Buon Dio sono vere perché, nel
tempo, il seme deposto nel cuore dei giusti darà i suoi frutti.
Anche grazie ai deboli.
Sof 2,3;3,12-13 / Sal
145(146) / 1Cor 1,26-31
/ Mt 5,1-12adigiemme
