lunedì 21 maggio 2012

Indifferenza ...... per la vita


L'inizio del nostro blog ha come impatto una notizia terribile e vergognosa. Melissa, per chissà quale strana ragione, ha perso la vita, una vita in fiore, e ci sono poi altre sue compagne che soffrono colpite dalla stessa "strana ragione". A Melissa deve giungere il ricordo nella preghiera come è doveroso da parte di ogni persona civile, amante e rispettosa della vita, di ogni vita e alle sue amiche l'augurio, pieno di speranza, di un pronto ristabilirsi perchè la vita, la loro vita, il loro futuro le aspetta a braccia aperte.
Molte le considerazioni che è ci possibile fare, commenti e recriminazioni, ma in un momento così"caldo" ci affidiamo alla parola di chi è ogni giorno a contatto con il mondo dell'emarginazione.
Ci racconta Don Arturo Cristiani, responsabile della Comunità Casa del Giovane di Pavia che alla premiazione del Concorso 'FareAssieme fa star bene' presso il cinema Politeama di Pavia alla presenza di alcune classi degli Istituti Cairoli e Cossa, gli ospiti del Centro Diurno 'don Bosco' per la Salute Mentale della Casa del Giovane, hanno condiviso con gli studenti il loro essere 'esperti' di problemi di Salute Mentale, la loro esperienza della malattia. Al termine "Andrea - uno degli ospiti 'esperti' del Centro Diurno - [...] ha concluso in modo sentito e complice affermando: 'ho scoperto che ci si può ancora ascoltare... INSIEME, CHI CI AMMAZZA?' [...]".
Continua Don Arturo "Appena prima di uscire per venire a questa premiazione avevo letto frettolosamente la terribile notizia di Brindisi: una bomba davanti ad una scuola intitolata alla moglie di Falcone - magistrato acerrimo nemico della mafia di cui proprio in questi giorni ricorre ventesimo anniversario della sua uccisione - mentre molti vostri compagni di quella città stavano andando a lezione... una ragazza di 16 anni uccisa, un'altra in fin di vita, vari feriti, una città sconvolta mentre attendeva l'arrivo della manifestazione contro le mafie indetta da 'Libera', l'associazione di don Luigi Ciotti, che solo dieci giorni fa era qui a Pavia a raccontarci e a coinvolgerci in questa battaglia contro la violenza, l'illegalità, la corruzione... Questa frase mi è sembrata una 'coincidenza' forte, uno squarcio di verità e di profezia, un appello inderogabile ad indicarci la strada giusta. E le parole di Andrea hanno richiamato in me anche uno slogan famoso presente nei cortei di tanti giovani contro la vigliaccheria della mafia e della sua violenza: “E ora ammazzateci tutti!”, slogan provcatorio per esprimere il coraggio e la voglia di giustizia di tutti coloro che – insieme - non si piegano alla logica del male.
Oggi ci hanno provato ad ammazzare qualcuno di voi e ci sono purtroppo riusciti. Hanno voluto dirci che 'sono i più forti', che bisogna avere paura di loro, che lo Stato non serve, che il futuro sono loro a controllarlo... Hanno voluto spegnere i vostri sogni, il vostro coraggio, la vostra voglia di vivere il domani e di impegnarsi per una società e un mondo migliore per tutti. Ma quelli che oggi hanno ammazzato non sanno che così facendo stanno dicendo la loro debolezza, stanno alimentando la loro sconfitta. Quando mai la violenza ha vinto veramente? Quando i giovani, gli adulti, le persone che hanno a cuore la vita hanno avuto paura di unirsi e di combattere il male con il bene? Se siamo 'insieme', se impariamo a 'FareAssieme' - come già avviene in tanti luoghi, in tante associazioni -, 'chi ci ammazza' vigliaccamente nascondendosi per paura di farsi vedere ci sprona a mostrare ancora di più la nostra faccia senza timore e a continuare a sconfiggere il
male ogni giorno scegliendo con coerenza e coraggio il bene, la solidarietà, la giustizia, la legalità, il servizio, la pace attraverso le mille iniziative che le realizzano...Cari giovani studenti, (ma anche cari adulti che non volete stare a guardare) il futuro lo costruiamo con le nostre scelte e di certo quelli 'che ci ammazzano' hanno scelto da che parte stare e operano di conseguenza... noi non possiamo esser da meno nel deciderci a combattere il male: coraggio! Guardatevi attorno, decidete e cominciamo insieme a fare il bene!"(Don Arturo Cristani – Responsabile della Comunità Casa del Giovane di Pavia).
http://www.cdg.it/

2 commenti:

  1. Tutto quanto scritto è pienamente condivisibile ma solo se si parte dalla premessa che dietro a questo gesto ci sia un attacco allo stato, alla legalità, alla società.
    Non è detto, però, che le cose siano andate veramente così. Se dietro a tutto questo ci fosse solo una mente malata, queste considerazioni, pur impeccabili in sé, non potrebbero avere alcuna applicazione pratica.
    A volte bisogna accettare anche che certe cose accadano senza che abbiano necessariamente un senso.

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  2. Il male è incomprensibile, sempre, indifferentemente dalle basi su cui viene costruito e giustificato. Il male ha, però, sempre senso, nasce sempre da pricipii, da fatti previ, da corresponsabilità personali, sociali, culturali. Per esempio, una legge, pur se approvata da una maggioranza, in sè liberticida, ingiusta, asservatrice del più forte, rende il terreno comune della convivenza umana fertile per la coltura del male: come si svilupperà non si saprà forse mai, magari attraverso il gesto isolato (del recente "norvegese") oppure attraverso il potere mafioso o lobbistico.
    Lascia,comunque, sempre e solo dolore, desolazione, distruzione nel cuore di tutti, nel corpo delle vittime, nel tessuto sociale. E crea risposte, comunque: che sono vendette, ritorsioni, acquiescenze, sottomissioni, paure, indifferenze.
    Ma può creare anche consapevolezza della forza di stare insieme, nel coraggio di stare controcorrente, pronti a pagare in prima persona, anche nelle piccole cose. Ci si deve educare a queste scelte che possono essere spontanee, ma pure devono essere coltivate, certamente con la partecipazione, la testimonianza e l'educazione di generazione in generazione.
    E' per questo che non si può accettare che le cose accadoano solo perchè possono succedere. Niente succede per caso. Certo, siamo nel mistero della vita, che spesso non possiamo capire fino in fondo, ma sentiamo che il "caso" c'è: è la vita di ciascuno a determinarlo. Questa sensazione,che non è solo sensazione, è anche comprensione del proprio insostituibile ruolo nel mondo in cui viviamo, nel proprio specifico spazio e tempo, sapendo che è anche spazio e tempo di tutta l'umanità. Nessuno può escludersi, ciascuno è il minuscolo granellino della battigia della vita.

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